Glossario

Tarocchi di Marsiglia

In breve

I tarocchi di Marsiglia sono una famiglia di mazzi da 78 carte, legata al modello diffuso dai cartai francesi nel Seicento e Settecento. I maggiori mostrano figure, i numerali composizioni di simboli dei semi. La lettura usa numero, seme e rapporti visivi, con nomi e ordine in parte diversi da Rider–Waite–Smith.

Che cosa sono i tarocchi di Marsiglia?

I tarocchi di Marsiglia sono un modello storico di mazzo da 78 carte, sviluppato dai cartai francesi fra Seicento e Settecento, con figure xilografiche e carte numerali organizzate come composizioni dei simboli dei semi. Il nome indica una famiglia, non un singolo mazzo. Marsiglia è un centro importante della produzione, ma anche Parigi e Lione conservano esempi antichi di riferimento.

La struttura comprende 22 trionfi e 56 carte nei quattro semi: Coppe, Denari, Spade e Bastoni. Ogni seme contiene Asso, carte dal Due al Dieci, Fante, Cavaliere, Regina e Re. Non occorre imparare una nuova quantità di carte; cambia il modo in cui quelle carte presentano la loro immagine.

Elemento Modello marsigliese Rider–Waite–Smith
Matto Le Mat, senza numero 0
II La Papesse, la Papessa La Papessa
V Le Pape, il Papa Il Papa
VIII La Giustizia La Forza
XI La Forza La Giustizia
XIII Solitamente senza titolo La Morte
XVI La Maison Dieu La Torre
Carte numerali Simboli e ornamenti Scene e composizioni illustrate

Per Papessa e Papa i nomi italiani sono familiari in entrambi i modelli; le denominazioni inglesi di Rider–Waite–Smith sottolineano invece alta sacerdotessa e ierofante. La differenza più evidente per chi impara resta nelle carte numerali. Nel Tre di Spade marsigliese trovi lame e motivi vegetali disposti geometricamente, senza il cuore trafitto della versione di Smith. L’immagine richiede una lettura del numero, del seme e della disposizione.

Dai cartai francesi alle edizioni contemporanee

Il tarot nasce nell’Italia settentrionale del Quattrocento come gioco e arriva in Francia attorno al passaggio al Cinquecento. Nel Seicento la produzione francese consolida un repertorio di figure riconoscibili. Fra i mazzi conservati più noti figurano Jean Noblet, Parigi, circa 1650; Jean Dodal, Lione, circa 1701; Nicolas Conver, Marsiglia, 1760. Quest’ultimo diventa un modello importante per le edizioni successive.

Per gran parte di questa storia le carte servono al gioco. Nel Settecento si sviluppa il loro uso divinatorio: Court de Gébelin, nel 1781, propone la tesi dell’origine egizia senza prove storiche, mentre Etteilla pubblica negli anni Ottanta metodi di lettura. La denominazione Tarot de Marseille si diffonde nell’Ottocento e si consolida anche attraverso l’edizione Grimaud preparata da Paul Marteau nel 1930.

Nel 1997 Alejandro Jodorowsky e Philippe Camoin pubblicano una nuova ricostruzione del modello marsigliese, combinando elementi di diversi mazzi storici. Il loro lavoro riporta il modello all’attenzione di molti lettori contemporanei. Le edizioni differiscono in dettagli e colori: osserva il mazzo che hai davanti, anziché ricostruire a memoria l’immagine di un’altra stampa.

Numero, seme e dialogo fra le figure

Osserva il gesto dei maggiori. Guarda dove sono rivolti volto e corpo, che cosa tengono le mani e quali simboli circondano la figura. In molte letture marsigliesi uno sguardo diretto verso la carta vicina crea una relazione visiva. Prima descrivi ciò che vedi, poi collegalo alla domanda.

Combina numero e seme. Il seme dà il campo: Coppe per affetti, Denari per risorse e lavoro, Spade per pensiero e conflitto, Bastoni per volontà e azione. Il numero introduce una fase. Nel Sette di Denari esamini prova, attesa e impegno nel campo delle risorse; non cerchi una persona appoggiata a un attrezzo, come nell’immagine RWS.

Leggi la disposizione. Simmetria, spazio fra simboli e ornamenti aggiungono dettagli. Confronta due carte dello stesso seme: come cambia la composizione quando aumenta il numero? Questa osservazione rende concreta una distinzione che il numero da solo lascia astratta.

Affianca le carte. Tre o più immagini in fila formano un dialogo. Segui le direzioni, gli accostamenti e le interruzioni, mantenendo il significato della posizione. Un personaggio che guarda a sinistra non racconta automaticamente un fatto passato: conta che cosa rappresenta la carta su quel lato.

Distingui le figure di corte. Il Fante porta apprendimento e messaggio, il Cavaliere movimento e ricerca, la Regina padronanza ricettiva, il Re direzione e responsabilità. Leggili come persone o modi di agire, secondo la domanda. Decidi prima se includere i rovesci e conserva quel criterio: Marsiglia è una tradizione precisa, non una misura per dichiarare autentico o falso ogni altro mazzo.

Quattro letture con il modello marsigliese

Mago, Papessa e Carro. Per iniziare un corso, metti in relazione gli strumenti disponibili, lo studio e la direzione che vuoi dare al percorso. Il passaggio non racconta un risultato già deciso: esamina quali capacità possiedi, che cosa devi approfondire e come dai al lavoro un ritmo. Gli sguardi precisano i rapporti fra le immagini.

Quattro di Denari, Sei di Coppe e Due di Bastoni. La fila mette stabilità materiale, armonia affettiva e scelta d’azione in relazione. Leggi ogni numero nel suo seme. Chiediti come il mantenimento delle risorse sostiene un legame e quale scelta richiede il progetto.

Il Matto fra Imperatore e Giustizia. Il personaggio senza numero attraversa una cornice di autorità e regola. Il tema della libertà diventa concreto: quale spazio lasci all’iniziativa entro un accordo definito? Non occorre fissare il Matto in una tappa numerica per leggere questa tensione.

XIII vicino alla Stella. La figura che recide esprime fine, perdita e separazione; la Stella porta speranza e rinnovamento. Tieni presenti entrambi i significati, senza cancellare la durezza del primo. La domanda riguarda il legame fra ciò che termina e ciò a cui rivolgi fiducia nella situazione presente.

Domande frequenti

I tarocchi di Marsiglia sono i più antichi?

No. I mazzi italiani Visconti–Sforza, conservati dalla metà del Quattrocento, precedono di molto il modello marsigliese. Quest'ultimo appartiene alla produzione francese del Seicento e Settecento. La diffusione delle sue edizioni spiega la sua riconoscibilità, non una precedenza assoluta.

Perché la carta XIII non ha un nome?

In molti mazzi marsigliesi il numero resta senza titolo, e la carta è chiamata anche Arcano senza nome. La figura scheletrica che recide porta i temi di fine, separazione e trasformazione. L'assenza del titolo non cancella ciò che l'immagine esprime.

Posso applicare i significati Rider–Waite–Smith?

Per i maggiori ritrovi molti nuclei comuni, controllando nomi e numerazione. Per i numerali le scene di Pamela Colman Smith non sono presenti: il cuore del Tre di Spade, per esempio, non appartiene alla carta marsigliese. Parti dalla composizione effettiva, dal numero e dal seme.

Si usano anche i rovesci?

Alcuni lettori li usano, altri mantengono tutte le carte diritte. Scegli il criterio prima della stesa e applicalo con coerenza. La direzione degli sguardi e il rapporto fra immagini restano elementi distinti dall'orientamento diritto o rovesciato.

Le letture offerte da Larisa Tarot hanno finalità di consapevolezza personale, autovalutazione e intrattenimento. Non contengono certezze, garanzie sul futuro né la promessa di un risultato preciso.